DA OLTRE 20 ANNI
CONTRO LA
TRATTA
E IL GRAVE
SFRUTTAMENTO

Dal 2003, il Progetto ALBA tutela e accompagna persone vittime di tratta e grave sfruttamento, sostenendole in percorsi di protezione, autonomia e inclusione sociale.

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IL PROGETTO ALBA

Il Progetto ALBA realizza interventi di assistenza e protezione sociale rivolti a persone vittime di tratta e grave sfruttamento, o che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità.


Attraverso un accompagnamento personalizzato, il progetto sostiene percorsi di autonomia, inclusione sociale e inserimento socio-lavorativo.

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ALBA BLOG

1 marzo 2026
Nei giorni scorsi il Progetto Alba ha partecipato all’incontro nazionale “Riflessioni sul Sistema Antitratta” (RSA), tenutosi ad Abano Terme. L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, operatori e realtà impegnate nella prevenzione e nel contrasto alla tratta di esseri umani. Dai dati presentati a livello nazionale emerge un quadro in evoluzione, che invita a leggere il fenomeno con strumenti aggiornati. Non si tratta solo di quantità, ma di trasformazioni nelle modalità di ingresso, nei profili delle persone coinvolte e negli ambiti di sfruttamento. Tre cambiamenti, in particolare, risultano significativi. 1. Ingressi regolari in aumento: cresce il canale aereo Un primo elemento riguarda le modalità di arrivo in Italia: nel 2017 oltre il 90% delle persone intercettate dal sistema antitratta risultava arrivato via mare. Nel 2025 questa percentuale si riduce a poco più del 50%, mentre gli ingressi via aereo superano il 30%. Si osserva quindi una crescita delle persone che entrano nel Paese con visto o contratto di lavoro. Questo dato evidenzia come le situazioni di sfruttamento possano svilupparsi anche all’interno di percorsi formalmente regolari. Lo sfruttamento lavorativo può manifestarsi attraverso retribuzioni non conformi, orari eccessivi, condizioni abitative inadeguate o dipendenza economica dal datore di lavoro. Si tratta di dinamiche che possono emergere progressivamente, soprattutto in presenza di fragilità economica o isolamento sociale. 2. Cambia il profilo delle persone coinvolte Un secondo cambiamento riguarda il genere: nel 2017 le donne rappresentavano circa l’85% delle persone prese in carico dal sistema nazionale. Nel 2025 il dato si riequilibra: gli uomini raggiungono il 52,5%, mentre le donne si attestano al 44%. Parallelamente, cresce la presenza di persone provenienti da Paesi del Nord Africa e dell’Asia centro-meridionale. Il fenomeno si presenta quindi con caratteristiche più articolate rispetto al passato. Le situazioni di vulnerabilità possono riguardare uomini e donne, con percorsi migratori e lavorativi differenti. Questo ampliamento dei profili coinvolti contribuisce a ridefinire l’immagine tradizionale della tratta. 3. Lo sfruttamento lavorativo supera quello sessuale Il dato più significativo riguarda la tipologia di sfruttamento: nel 2025 lo sfruttamento lavorativo rappresenta oltre il 55% dei casi rilevati a livello nazionale, mentre quello sessuale si attesta intorno al 38%. Per la prima volta, il lavoro diventa l’ambito prevalente. A livello nazionale, le situazioni intercettate interessano diversi settori produttivi, tra cui agricoltura, edilizia, manifattura e servizi. Si tratta di un’evoluzione che non ridimensiona la gravità dello sfruttamento sessuale, ma evidenzia come il fenomeno si stia progressivamente orientando verso forme meno visibili e maggiormente legate al contesto lavorativo. Uno sguardo aggiornato anche per il territorio Nel contesto della provincia di Bolzano, la tratta è stata storicamente associata soprattutto allo sfruttamento sessuale. Le evidenze nazionali mostrano oggi un quadro più ampio, in cui assumono rilievo anche le dimensioni lavorative e una crescente presenza maschile. La provincia è caratterizzata da un’economia dinamica e da una significativa domanda di manodopera in diversi settori. In questo scenario, l’aggiornamento delle chiavi di lettura rappresenta uno strumento di prevenzione e consapevolezza. L’evoluzione del fenomeno a livello nazionale offre l’opportunità di rafforzare l’attenzione su possibili situazioni di fragilità, senza attribuire etichette o generalizzazioni, ma promuovendo una cultura della tutela e della responsabilità condivisa. Il ruolo del Progetto Alba Il Progetto Alba , attivo da oltre vent’anni sul territorio provinciale, continua a operare nell’identificazione, accoglienza e inclusione socio-lavorativa delle persone vittime di tratta o grave sfruttamento. Le trasformazioni emerse nel confronto nazionale confermano l’importanza di un approccio integrato che unisca prevenzione, accompagnamento e percorsi di autonomia. Aggiornare lo sguardo significa riconoscere che il fenomeno evolve nel tempo. Rafforzare la collaborazione tra servizi, istituzioni e comunità locali rappresenta uno strumento essenziale per intercettare precocemente le situazioni di vulnerabilità e promuovere percorsi di inclusione duraturi. Segnalare è un gesto di responsabilità Contrastare la tratta significa anche saper riconoscere possibili situazioni di sfruttamento e orientare le persone verso i servizi di tutela. In caso di dubbi o per segnalare situazioni di possibile sfruttamento è attivo il Numero Verde Nazionale Antitratta 800 290 290 , gratuito, multilingue e operativo 24 ore su 24. È possibile contattare direttamente il Progetto Alba al numero 0471 402 338 (Tasto 3) per ricevere informazioni o orientamento. Informarsi, riconoscere e segnalare sono strumenti concreti di prevenzione e responsabilità condivisa.  Manteniamo alta l’attenzione attraverso #AlbaNonTratta #BolzanoNonTratta #AltoAdigeNonTratta #LiberailTuoSogno
Bolzano contro la tratta di persone: 536 vulnerabili intercettati nel 2025
20 ottobre 2025
Bolzano contro la tratta di persone: 536 vulnerabili intercettati nel 2025
18. Oktober 2025 – Südtirol schließt sich dem Kampf gegen Menschenhandel
18 ottobre 2025
Südtirol beteiligt sich am 19. Europäischen Tag gegen Menschenhandel. Das Projekt Alba bekräftigt sein Engagement für Prävention, Schutz und Integration der Opfer von Ausbeutung.
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