26 giugno 2024
Oggi, 26 giugno, si celebra la giornata internazionale di supporto alle vittime di tortura. Attualmente nel mondo la tortura è un fenomeno ampiamente diffuso, una pratica ordinaria e organizzata. Secondo Amnesty International, su 192 Stati, per ben 132 è provato che la esercitano più o meno sistematicamente. Altri Stati lo fanno con tecniche più o meno evidenti per dissimulare gli effetti della tortura. Secondo Riccardo Noury, il portavoce della sopra menzionata Organizzazione Non Governativa, nel 2015 erano 122 i Paesi in cui si è praticata la tortura. Negli ultimi cinque anni sono stati censiti in totale 144 Paesi a dimostrazione del fatto che questa pratica è un fenomeno globale che interessa i quattro angoli del pianeta, che coinvolge la gran parte dei Paesi che hanno firmato le varie convenzioni in materia, e che ha fatto parlare di una crisi globale della tortura. Le pratiche di tortura non solo non sono casi rari: non solo sono strutturali, sono anche fenomeni strutturati e strutturanti. La tortura si manifesta sotto varie forme, ma viene tendenzialmente esercitata sulle persone più vulnerabili all’interno della società, proprio poiché risultano essere quelle con meno possibilità di difesa. Assoggettamento, sofferenza, reclusione – tutto ciò che accompagna una condizione di vulnerabilità che diviene segregazione – sono le condizioni che caratterizzano la schiavitù odierna. Per tale motivo il fenomeno della tratta di esseri umani è strettamente legato alla tortura e allo sfruttamento, e coinvolge migliaia di vittime ogni anno. Le persone coinvolte nella tratta di esseri umani sono quasi nella totalità dei casi inconsapevoli di ciò che le aspetta una volta giunte nel Paese di destinazione. Vengono infatti ingannate con false promesse di un futuro migliore, di un lavoro dignitoso e ben retribuito, che si tramuta poi però in una delle varie forme che lo sfruttamento può assumere. Nel tentativo di opporsi a tali comandi, la loro ribellione viene repressa con forza e violenza, mettendo in atto vere e proprie forme di tortura. Talvolta subiscono questo trattamento anche nel corso del viaggio intrapreso, come si diceva prima, nella speranza di raggiungere una condizione migliore.